Descrizione
Penne Rigate N°73 – Barilla
Un’icona del consumo trasformata in monumento contemporaneo
Penne Rigate N°73 – Barilla è un’opera che trasforma uno degli oggetti più comuni della vita quotidiana italiana in una scultura di forte impatto concettuale ed emotivo.
Cristian Bertolotto prende il pacco di pasta Barilla — simbolo universale di casa, famiglia e nutrimento — e lo ricostruisce in scala maggiore, realizzandolo in plastica riciclata termoformata a mano, con un marcato effetto accartocciato che richiama l’aspetto reale di un rifiuto.
L’opera non rappresenta il prodotto, ma il suo destino finale: ciò che resta dopo il consumo, ciò che normalmente viene gettato e dimenticato.
Un gesto che nasce dall’infanzia
Il gesto che caratterizza questa opera non è casuale.
Bertolotto racconta che fin dall’infanzia aveva l’abitudine istintiva di accartocciare e stropicciare tutto ciò che gli passava tra le mani: quaderni, libri di scuola, scatole dei giochi, fogli, imballaggi.
Quel gesto, inizialmente inconsapevole, diventa oggi linguaggio artistico.
In Penne Rigate N°73 – Barilla l’artista riporta in forma matura e consapevole quella sua “particolarità” infantile: il bisogno di interagire fisicamente con la materia, di piegarla, deformarla, lasciarvi una traccia.
La plastica non viene semplicemente modellata: viene stressata, come se portasse impresse le mani dell’artista e, simbolicamente, quelle di milioni di consumatori.
Packaging come identità
Il pacco Barilla è un’icona visiva universale. Non serve leggerne il nome per riconoscerlo. È un’immagine impressa nell’inconscio collettivo.
L’Artista sceglie questo oggetto perché rappresenta l’idea stessa di consumo domestico, della normalità che attraversa tutte le famiglie occidentali.
Ma in questa versione deformata e accartocciata, il pacco non comunica più comfort:
comunica fragilità, sovrapproduzione, accumulo.
È un involucro che sopravvive al suo contenuto.
Proprio come accade nella realtà: il cibo scompare, la plastica resta.
Plastica riciclata come scelta etica e formale
L’opera è realizzata interamente in plastica riciclata, termoformata a mano dall’artista.
Questa scelta non è soltanto tecnica: è una dichiarazione politica ed etica.
Utilizzare plastica riciclata significa sottrarre materiale al ciclo dei rifiuti e reinserirlo in una nuova narrazione.
È lo stesso principio che guida le pratiche di economia circolare, oggi fondamentali per il futuro del pianeta.
Un riferimento utile su questo tema è il sito di PlasticsEurope, che spiega i benefici del riciclo della plastica
Bertolotto non nasconde la natura del materiale: la plastica rimane visibile, vibrante, viva.
Ogni piega racconta una storia di uso, abuso, consumo e scarto.
Barilla: un simbolo globale riletto dall’arte
Barilla non è solo un marchio: è una parte della cultura italiana.
Fondata nel 1877 a Parma, l’azienda rappresenta una lunga tradizione di produzione alimentare e un’idea di cibo come rito familiare.
Puoi scoprire la storia del marchio sul sito ufficiale di Barilla:
https://www.barilla.com
Bertolotto non attacca il brand, ma lo trasforma in un’icona critica.
Il pacco di pasta diventa una reliquia contemporanea, una sorta di fossile del presente, che racconta non tanto ciò che mangiamo, ma ciò che lasciamo dietro di noi.
Il kintsugi del rifiuto
Un riferimento fondamentale per comprendere l’opera è il concetto giapponese di kintsugi:
l’arte di riparare oggetti rotti con oro, rendendo la frattura visibile e preziosa invece di nasconderla.
In Penne Rigate N°73 – Barilla, l’Artista applica questo principio al mondo del consumo.
Il pacco accartocciato, che normalmente sarebbe considerato senza valore, viene qui elevato a opera d’arte, reso unico, firmato e datato.
Il rifiuto diventa memoria, la ferita diventa forma.
Per approfondire il kintsugi puoi visitare:
https://www.kintsugi.art
Una scultura che parla di noi
Questa opera non è solo una riflessione sull’ambiente, ma anche sul comportamento umano.
Ogni piega del pacco sembra registrare un gesto: aprire, stringere, buttare, dimenticare.
Guardando l’opera si ha l’impressione che il pacco abbia una sorta di pelle, una superficie che conserva le tracce di ciò che è accaduto.
È un oggetto che sembra avere una biografia.
Pezzo unico: l’irripetibilità del gesto
Penne Rigate N°73 – Barilla è un pezzo unico, firmato e datato.
Non esistono due pacchi accartocciati allo stesso modo: ogni deformazione è irripetibile, come un’impronta digitale.
Questo rende l’opera profondamente umana, nonostante il materiale industriale.
La plastica, solitamente simbolo di serialità, diventa qui testimonianza individuale.
Un’opera per il presente e per il futuro
Cristian Bertolotto riesce, con questa scultura, a unire:
-
memoria personale
-
critica ambientale
-
iconografia pop
-
riflessione sul consumo
-
e una profonda dimensione poetica
Penne Rigate N°73 – Barilla non è solo una copia ingrandita di un pacco di pasta.
È uno specchio del nostro tempo, un monumento fragile che ci invita a guardare ciò che normalmente ignoriamo: i nostri rifiuti e le nostre responsabilità.










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