Descrizione
Kellogg’s Corn Flakes
Un’icona della colazione trasformata in reliquia contemporanea
Kellogg’s Corn Flakes è un’opera in cui Cristian Bertolotto trasforma uno degli oggetti più riconoscibili della cultura alimentare globale in una scultura dal forte impatto simbolico e concettuale.
L’Artista prende la celebre confezione dei Corn Flakes Kellogg’s — emblema universale di colazione, routine e quotidianità domestica — e la ricostruisce in plastica riciclata termoformata a mano, piegandola e accartocciandola fino a evocare l’aspetto reale di un imballaggio dopo l’uso.
L’opera non celebra il prodotto.
Ne racconta il destino.
Non il momento del consumo, ma ciò che rimane.
Per riferimento al brand:
https://www.kelloggs.it
Dal rito mattutino alla forma scultorea
La colazione è un gesto automatico, ripetuto, rassicurante.
Aprire la scatola, versare i cereali, richiudere, piegare, buttare.
Bertolotto intercetta proprio questo momento invisibile e lo rende permanente.
La confezione, pensata per essere funzionale e temporanea, viene trasformata in corpo scultoreo, sospeso tra oggetto e memoria.
Le pieghe, le torsioni e le tensioni della plastica conservano la traccia del gesto umano.
Routine, consumo e cultura globale
I Corn Flakes non sono soltanto un prodotto alimentare: sono un simbolo culturale internazionale.
Un’immagine stampata nella memoria collettiva, legata alla ritualità domestica e alla dimensione familiare.
Proprio per questo l’Artista sceglie questo soggetto.
Perché rappresenta una forma di consumo quotidiano apparentemente neutra, naturale, inevitabile.
Ma nella versione accartocciata di Bertolotto, l’immaginario si incrina.
La scatola perde la sua rigidità industriale e diventa fragile, quasi organica.
Il contenuto scompare.
L’involucro rimane.
Il packaging come pelle del consumo
Nell’opera, la superficie del packaging appare come una pelle compressa.
Le grafiche si deformano, il logo si incurva, l’immagine iconica si piega su sé stessa.
L’oggetto industriale — progettato per essere perfetto, leggibile, stabile — viene restituito alla sua dimensione vulnerabile.
Il packaging diventa una registrazione fisica del gesto di consumo.
Ogni piega racconta un’azione.
Ogni deformazione conserva una memoria.
Plastica riciclata: scelta etica e linguaggio formale
L’opera è realizzata interamente in plastica riciclata termoformata manualmente.
Questa scelta è parte integrante del significato.
Utilizzare plastica riciclata significa sottrarre materia al ciclo dei rifiuti e reinserirla in una nuova narrazione visiva e simbolica.
Approfondimento sul riciclo della plastica:
https://plasticseurope.org/sustainability/circularity/recycling/
La plastica non viene nascosta.
Rimane visibile, lucida, viva.
In Kellogg’s Corn Flakes, la materia industriale diventa gesto individuale.
Un’icona globale riletta dall’arte
Kellogg’s è uno dei marchi alimentari più riconoscibili al mondo.
Non è solo un brand, ma una presenza costante nella cultura visiva del consumo.
Con Kellogg’s Corn Flakes, Bertolotto non attacca il marchio.
Lo ricontestualizza.
Lo trasforma in un oggetto archeologico del presente, una reliquia pop che racconta non ciò che mangiamo, ma ciò che lasciamo dietro di noi.
Il packaging diventa un fossile contemporaneo.
Il valore della frattura
Le deformazioni di Kellogg’s Corn Flakes non vengono corrette.
Diventano linguaggio.
Un riferimento concettuale utile è il principio del kintsugi, l’arte giapponese che valorizza le fratture invece di nasconderle:
Ciò che normalmente è considerato scarto viene elevato a forma significativa.
La frattura diventa memoria.
Pezzo unico: contro la serialità
Kellogg’s Corn Flakes è un pezzo unico, firmato e datato.
Non esistono due confezioni accartocciate nello stesso modo.
In un mondo dominato dalla produzione di massa, l’opera afferma il valore dell’irripetibile.
La plastica — simbolo di serialità — diventa testimonianza individuale.
Una scultura che parla di noi
Quest’opera non parla soltanto di ambiente o di consumo.
Parla di automatismi quotidiani, di rituali domestici, di gesti invisibili che si ripetono ogni giorno.
Guardandola, si ha la sensazione che l’oggetto abbia vissuto.
Come se trattenesse una storia.
Non è più una semplice scatola di cereali.
È uno specchio del nostro tempo.












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