Descrizione
World P-544 – Mondi Paralleli
Mondi paralleli e armonie extraterrestri
L’opera World P-544 di Cristian Bertolotto è una scultura in terracotta piena di 5 cm di diametro, interamente lavorata e dipinta a mano e ricoperta con foglie d’oro 24K, parte della visionaria serie Mondi Paralleli.
Ogni sfera di questa serie rappresenta un pianeta, un frammento di universo abitato da civiltà extraterrestri immaginate come armoniche, superiori e consapevoli.
Con World P-544, si crea una riflessione sulla possibilità di un’esistenza evoluta, capace di vivere in equilibrio con se stessa e con il cosmo, contrapponendosi alla condizione fragile e conflittuale dell’umanità terrestre.
L’universo come scultura
La sfera, nella sua forma perfetta e assoluta, è da sempre simbolo di perfezione, eternità e completezza.
In World P-544, questa geometria universale si trasforma in un microcosmo tattile: una superficie irregolare, solcata da spaccature e rilievi che ricordano antiche catene montuose o strutture organiche aliene.
La materia, plasmata e poi cotta, subisce inevitabilmente delle tensioni interne — le crepe della cottura — che l’Artista decide di accogliere, restaurare e integrare come parte della narrazione visiva.
Quelle fratture non sono errori, ma testimonianze della nascita di un mondo, tracce geologiche di un pianeta in formazione.
La scultura si presenta come un reperto cosmico: il frammento di un sistema lontano, forse estinto, forse ancora vitale. L’opera sembra provenire da una missione archeologica interstellare, ritrovata e ricomposta con rispetto e cura, come un oggetto sacro di un’altra dimensione.
L’oro come linguaggio della superiorità e dell’armonia
La foglia d’oro 24K, applicata interamente a mano, riveste la superficie come una pelle sacra.
L’oro per l’Artista è un simbolo di energia spirituale e intelligenza superiore: rappresenta la capacità delle civiltà aliene di vivere in armonia, di trasformare la materia in luce.
A differenza dell’uomo, che tende a distruggere per dominare, queste civiltà immaginate scelgono di costruire equilibrio, di fare della tecnologia una forma di rispetto e comunione con la materia.
Nella tradizione artistica occidentale, l’oro ha sempre evocato il divino: da Giotto a Gustav Klimt, fino alla contemporaneità di Arnaldo Pomodoro, il metallo nobile diventa soglia tra umano e trascendente.
In World P-544, questa simbologia si espande oltre l’ambito terrestre: l’oro è la lingua di una intelligenza extraterrestre evoluta, un alfabeto luminoso che parla di perfezione e armonia universale.
Materia e catastrofe
La terracotta, materiale umile e primordiale, contrasta volutamente con la preziosità dell’oro.
È la materia della Terra, il punto di partenza della creazione.
Nella cottura, il fuoco trasforma l’argilla in solidità, ma allo stesso tempo la spacca: le crepe diventano ferite cosmiche che rivelano la forza del processo.
L’Artista non le cancella, ma le rilegge come elementi di rinascita: ogni frammento è stato riassemblato a mano, mantenendo visibile il segno del trauma.
In questo gesto si condensa l’essenza dell’opera: la bellezza della fragilità, la capacità di rigenerarsi dopo la distruzione.
Le spaccature assumono il valore simbolico di fenditure del tempo, attraverso cui trapela l’energia primordiale di un mondo che continua a pulsare.
Come scriveva il filosofo giapponese Kitarō Nishida, “la crepa è la dimora della luce”.
Così, nelle sculture di Bertolotto, la crepa diventa la soglia della conoscenza, il punto in cui la materia e lo spirito si incontrano.
Archeologia del futuro
World P-544 si presenta come un oggetto di archeologia del futuro: un frammento di una civiltà mai esistita, ma plausibile.
Le sue texture nere e dorate evocano architetture perdute, incisioni di un linguaggio sconosciuto.
L’Artista costruisce un dialogo tra scienza e mito, tra la realtà tangibile della materia e l’immaginazione cosmica.
Le superfici sembrano conservare memorie di civiltà non umane, la cui tecnologia è perfettamente integrata nella natura.
Bertolotto suggerisce che la vera evoluzione non sta nel dominio, ma nella fusione armonica tra essere e ambiente.
Questi mondi paralleli non sono utopie irraggiungibili, ma riflessi di ciò che potremmo diventare: società che hanno imparato a convivere con le proprie ferite, a trovare bellezza nella ricomposizione.
Esposizione a EXPOARTE Montichiari 2025
World P-544 è stata presentata in occasione di EXPOARTE Montichiari (Brescia) il 22–23 febbraio 2025, una delle fiere italiane più dinamiche dedicate all’arte contemporanea e scultura d’autore.
All’interno dello stand, Mondi Paralleli, ha attirato l’attenzione per la sua densità concettuale e materica.
In un contesto in cui l’arte si confronta sempre più con le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale, World P-544 riafferma la centralità del gesto umano, della manualità e del pensiero poetico nella costruzione del futuro.
Un dialogo tra Terra e Cosmo
L’Artista non crea mondi perfetti, ma mondi vissuti.
La sfera, pur dorata, conserva tracce di combustione e stratificazioni oscure: come se la luce dovesse conquistarsi la propria esistenza attraverso il buio.
L’opera diventa un rito scultoreo, un piccolo pianeta che respira, che porta con sé il peso e la grazia dell’Universo.
Nel contrasto tra nero e oro, pieno e vuoto, rottura e armonia, si condensa l’intera poetica dell’Artista: la tensione tra fragilità e divinità, tra finito e infinito.
Approfondimenti consigliati
- Foglia d’oro – tecnica e simbologia
- Terracotta – materiale e lavorazione artistica
- Con immenso e dovuto rispetto: Arnaldo Pomodoro – Sfere con sfera















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