Apocalypse P-145

900,00 €





    Apocalypse P-145 è una sfera in terracotta piena, dipinta e ricoperta a mano con foglie d’oro 24K.
    Fa parte della serie Mondi Paralleli, visione di universi extraterrestri in equilibrio tra tecnologia, natura e spiritualità.
    Le sfera, crepata e rotta in cottura poi riassemblata, racconta la rinascita dopo la distruzione.

    • Diametro: 12cm
    • Opera unica, firmata e certificata
    • Esposta ad EXPOARTE 2025 a Montichiari (Brescia) il 22/23 Febbraio 2025

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    Descrizione

    Apocalypse P-145 – Mondi Paralleli

    Mondi paralleli e civiltà dorate

    Con Apocalypse P-145, Cristian Bertolotto prosegue la sua esplorazione visionaria dei Mondi Paralleli, una serie di sculture sferiche dorate in terracotta piena, interamente modellate, dipinte e rivestite a mano con foglia d’oro 24K.
    L’opera, dal diametro di 12 cm, unisce la fisicità arcaica dell’argilla cotta alla lucentezza quasi divina dell’oro, creando un equilibrio tra materia terrestre e energia cosmica.

    La superficie della sfera si presenta come un pianeta sconosciuto, percorso da fenditure, rilievi e stratificazioni. Le linee nere che corrono sulla doratura non sono semplici segni decorativi: sono le tracce di civiltà aliene, incisioni di linguaggi e architetture di mondi lontani.
    Il titolo Apocalypse P-145 evoca un codice, una classificazione di mondi in un archivio interstellare. Non un’apocalisse distruttiva, ma una rivelazione — nel senso etimologico del termine greco apokálypsis: svelamento.

    L’oro come principio vitale

    Il 24 carati rappresenta per l’Artista un materiale concettuale che simboleggia la superiorità spirituale delle civiltà immaginate, capaci di vivere in armonia con l’ambiente, a differenza dell’uomo che usa la tecnologia per il potere o la distruzione.
    L’oro, simbolo di incorruttibilità e luce divina, diventa un segno di una coscienza collettiva evoluta e riflette l’intelligenza cosmica, comunicando attraverso la forma perfetta della sfera.
    Sebbene si richiami a maestri come Arnaldo Pomodoro e Lucio Fontana, in Apocalypse P-145 il messaggio si distacca dall’antropocentrismo, presentando l’uomo come spettatore di un ordine superiore.

    Crepe e rinascita

    Le fratture visibili sulla superficie non sono un errore tecnico, ma un episodio poetico. Si sono generate naturalmente durante la cottura — il momento più fragile e imprevedibile del processo scultoreo — e poi sono state riassemblate a mano.
    Queste crepe testimoniano il paradosso della perfezione: la vera armonia nasce solo dal superamento della frattura.
    In un mondo dove tutto tende alla lucidità e al controllo, l’Artista sceglie di mostrare la ferita come luogo sacro, come soglia tra distruzione e rinascita.
    La crepa, che in altre opere come Golden Boy o Human 1 era simbolo di vulnerabilità, qui diventa traccia cosmica, prova tangibile di una civiltà sopravvissuta a un cataclisma e rinata più forte.

    Un linguaggio tra arte e archeologia interplanetaria

    Apocalypse P-145 sembra un frammento sottratto a un museo del futuro. Le incisioni e i rilievi neri ricordano basi tecnologiche, ma il loro ritmo organico le rende simili a fossili di linguaggi perduti.
    La sfera è al tempo stesso un reperto e una profezia: la testimonianza di una civiltà estinta o il presagio di quella che potremmo diventare se imparassimo a vivere in equilibrio.
    Nella sua ricerca si muove tra la materia primordiale e l’immaginario cosmico, creando una scultura narrativa che suggerisce storie senza raccontarle.

    Tecnica e processo

    Ogni fase del lavoro è realizzata manualmente: modellazione della terracotta, cottura, pittura a mano, applicazione delle foglie d’oro 24 carati.
    Il risultato è una superficie viva, dove il metallo nobile si fonde con la porosità del materiale originario, generando una matericità tattile che alterna opaco e lucente.
    Le crepe sono consolidate ma non nascoste: la loro presenza accentua l’aspetto di oggetto archeologico extraterrestre.
    La base, un pignone a ruota libera di una vecchia bici, contribuisce all’idea di reperto, come se la sfera fosse esposta in un laboratorio scientifico o in una sala di un museo alieno.

    L’universo dei “Mondi Paralleli”

    Apocalypse P-145 appartiene a una costellazione di opere che compongono il progetto Mondi Paralleli, in cui immagina un multiverso di civiltà dorate.
    Ogni Mondo è numerato, con la sigla “P” seguita da un codice, come se provenisse da un catalogo di esplorazioni cosmiche.
    L’Artista fonde l’arcaico e il futuribile, suggerendo che la vera evoluzione passa attraverso il recupero di un’antica saggezza.
    La foglia d’oro, applicata con lentezza e precisione, diventa un atto rituale: una consacrazione del pianeta.
    Ogni superficie dorata, ogni interstizio scuro è parte di una grammatica cosmica che unisce tecnologia e spiritualità, erosione e luce.

    Simbolismo e filosofia

    Apocalypse P-145 parla di equilibrio dopo la catastrofe.
    L’apocalisse, per l’Artista, non è fine ma trasformazione. È il momento in cui un Mondo si spezza per rigenerarsi.
    Nel contrasto tra il nero e l’oro si nasconde la dialettica tra materia e spirito, ombra e conoscenza, entropia e armonia.

    Approfondimenti e fonti

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    Informazioni aggiuntive

    Peso 2 kg
    diametro

    12cm

    finitura

    Foglia d'oro 24k

    materiale

    Terracotta

    Recensioni

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