Descrizione
Apocalypse P-145 – Mondi Paralleli
Mondi paralleli e civiltà dorate
Con Apocalypse P-145, Cristian Bertolotto prosegue la sua esplorazione visionaria dei Mondi Paralleli, una serie di sculture sferiche dorate in terracotta piena, interamente modellate, dipinte e rivestite a mano con foglia d’oro 24K.
L’opera, dal diametro di 12 cm, unisce la fisicità arcaica dell’argilla cotta alla lucentezza quasi divina dell’oro, creando un equilibrio tra materia terrestre e energia cosmica.
La superficie della sfera si presenta come un pianeta sconosciuto, percorso da fenditure, rilievi e stratificazioni. Le linee nere che corrono sulla doratura non sono semplici segni decorativi: sono le tracce di civiltà aliene, incisioni di linguaggi e architetture di mondi lontani.
Il titolo Apocalypse P-145 evoca un codice, una classificazione di mondi in un archivio interstellare. Non un’apocalisse distruttiva, ma una rivelazione — nel senso etimologico del termine greco apokálypsis: svelamento.
L’oro come principio vitale
Il 24 carati rappresenta per l’Artista un materiale concettuale che simboleggia la superiorità spirituale delle civiltà immaginate, capaci di vivere in armonia con l’ambiente, a differenza dell’uomo che usa la tecnologia per il potere o la distruzione.
L’oro, simbolo di incorruttibilità e luce divina, diventa un segno di una coscienza collettiva evoluta e riflette l’intelligenza cosmica, comunicando attraverso la forma perfetta della sfera.
Sebbene si richiami a maestri come Arnaldo Pomodoro e Lucio Fontana, in Apocalypse P-145 il messaggio si distacca dall’antropocentrismo, presentando l’uomo come spettatore di un ordine superiore.
Crepe e rinascita
Le fratture visibili sulla superficie non sono un errore tecnico, ma un episodio poetico. Si sono generate naturalmente durante la cottura — il momento più fragile e imprevedibile del processo scultoreo — e poi sono state riassemblate a mano.
Queste crepe testimoniano il paradosso della perfezione: la vera armonia nasce solo dal superamento della frattura.
In un mondo dove tutto tende alla lucidità e al controllo, l’Artista sceglie di mostrare la ferita come luogo sacro, come soglia tra distruzione e rinascita.
La crepa, che in altre opere come Golden Boy o Human 1 era simbolo di vulnerabilità, qui diventa traccia cosmica, prova tangibile di una civiltà sopravvissuta a un cataclisma e rinata più forte.
Un linguaggio tra arte e archeologia interplanetaria
Apocalypse P-145 sembra un frammento sottratto a un museo del futuro. Le incisioni e i rilievi neri ricordano basi tecnologiche, ma il loro ritmo organico le rende simili a fossili di linguaggi perduti.
La sfera è al tempo stesso un reperto e una profezia: la testimonianza di una civiltà estinta o il presagio di quella che potremmo diventare se imparassimo a vivere in equilibrio.
Nella sua ricerca si muove tra la materia primordiale e l’immaginario cosmico, creando una scultura narrativa che suggerisce storie senza raccontarle.
Tecnica e processo
Ogni fase del lavoro è realizzata manualmente: modellazione della terracotta, cottura, pittura a mano, applicazione delle foglie d’oro 24 carati.
Il risultato è una superficie viva, dove il metallo nobile si fonde con la porosità del materiale originario, generando una matericità tattile che alterna opaco e lucente.
Le crepe sono consolidate ma non nascoste: la loro presenza accentua l’aspetto di oggetto archeologico extraterrestre.
La base, un pignone a ruota libera di una vecchia bici, contribuisce all’idea di reperto, come se la sfera fosse esposta in un laboratorio scientifico o in una sala di un museo alieno.
L’universo dei “Mondi Paralleli”
Apocalypse P-145 appartiene a una costellazione di opere che compongono il progetto Mondi Paralleli, in cui immagina un multiverso di civiltà dorate.
Ogni Mondo è numerato, con la sigla “P” seguita da un codice, come se provenisse da un catalogo di esplorazioni cosmiche.
L’Artista fonde l’arcaico e il futuribile, suggerendo che la vera evoluzione passa attraverso il recupero di un’antica saggezza.
La foglia d’oro, applicata con lentezza e precisione, diventa un atto rituale: una consacrazione del pianeta.
Ogni superficie dorata, ogni interstizio scuro è parte di una grammatica cosmica che unisce tecnologia e spiritualità, erosione e luce.
Simbolismo e filosofia
Apocalypse P-145 parla di equilibrio dopo la catastrofe.
L’apocalisse, per l’Artista, non è fine ma trasformazione. È il momento in cui un Mondo si spezza per rigenerarsi.
Nel contrasto tra il nero e l’oro si nasconde la dialettica tra materia e spirito, ombra e conoscenza, entropia e armonia.
Approfondimenti e fonti
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Con immenso e dovuto rispetto: Arnaldo Pomodoro – Sfere con sfera




















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