Mostra collettiva al “Museo Casa del Conte Verde ” ( Rivoli ) dal 12 al 28 Gennaio 2024.

La Mostra si è articolata in tre stanze, una per Artista, con le mie opere presenti in ogni sala come collegamento.
L’evento si è distinto per una particolare esperienza immersiva: sia il Vernissage che il Finissage si sono svolti inizialmente al buio. Ad ogni visitatore è stata consegnata una piccola torcia, strumento simbolico e al tempo stesso funzionale, con cui illuminare liberamente le opere e gli spazi espositivi.
Per i primi dieci minuti, ogni ospite ha potuto scegliere cosa guardare, guidato dalla propria curiosità, sensibilità e attenzione. La luce, direzionata volontariamente, ha reso l’osservazione un atto individuale e selettivo, un gesto intimo.

Dopo questo tempo sospeso, le luci dell’intero spazio sono state accese, rivelando completamente le opere e l’ambiente circostante.
Il passaggio dalla visione parziale e guidata alla luce piena ha voluto rappresentare il rapporto tra percezione personale e realtà oggettiva: con la torcia si vede solo ciò che si sceglie di illuminare, mentre l’accensione delle luci mostra tutto ciò che prima restava nell’ombra — anche ciò che non si voleva vedere.

Una riflessione poetica e collettiva su come, nella vita come nell’Arte, spesso osserviamo solo ciò che desideriamo, mentre la verità completa si manifesta quando la luce abbraccia ogni cosa.

Dal 12 al 28 gennaio 2024, la storica Casa del Conte Verde di Rivoli (Torino) ha ospitato la collettiva d’arte contemporanea “L’Arte di AmbientArti nell’Ambiente”, un percorso espositivo dedicato alla relazione tra arte, natura e percezione dello spazio che abitiamo.
Tra gli artisti invitati a partecipare, oltre a Cristian Bertolotto, Marco Barucci, Osvaldo Neirotti e Umberto Pettene con la presenza di Angela Sepe Novara.
Cristian ha presentato una selezione di opere tratte da due sue ricerche scultoree simboliche e visionarie:

  • Reperti archeologici del futuro
  • Plastiche riciclate

Un dialogo tra memoria futura e materia presente

La mostra esplora il concetto di ambiente nella sua accezione più ampia, inteso tanto come luogo fisico quanto come dimensione psicologica, culturale e spirituale.
In questo contesto, le opere di Bertolotto assumono un ruolo centrale: portano l’osservatore a interrogarsi sul destino della materia, sull’impronta dell’uomo e sulla memoria che lasceremo al mondo.

“Reperti archeologici del futuro”

Questa serie immagina oggetti che potrebbero essere ritrovati in un futuro post-apocalittico, testimonianze simboliche della nostra epoca.
Sono forme che sembrano provenire da civiltà antiche ma parlano di un futuro possibile: un’archeologia immaginaria che anticipa e riflette sui segni che la società contemporanea imprime al pianeta.

“Plastiche riciclate”

In questa serie, l’Artista trasforma plastica riciclata elevandola a contenuto poetico e scultoreo.
Un’opera di metamorfosi e responsabilità: la plastica — triste protagonista della nostra epoca — diventa linguaggio estetico e messaggio ambientale, invitando lo spettatore a riconsiderare materia, consumo, trasformazione con un occhio al riciclo.

La sede: Casa del Conte Verde

La mostra si è svolta nella suggestiva Casa del Conte Verde, edificio medievale nel cuore di Rivoli, storico crocevia di cultura e sperimentazione artistica.
Il dialogo tra arte contemporanea e architettura storica ha amplificato il valore della ricerca espressiva degli Artisti coinvolti.

Rassegna stampa e riferimenti ufficiali

La mostra è stata documentata da diverse testate e portali culturali:

Conclusione

La partecipazione di Cristian Bertolotto a “L’Arte di AmbientArti nell’Ambiente” rappresenta un importante momento di confronto culturale e conferma il carattere evolutivo della sua ricerca artistica: un lavoro che unisce materia, memoria, etica ambientale e visione futurista.

Visita al museo casa del conte verde

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